L’aerodinamica è una
parte della meccanica che studia le leggi del moto dell’aria (o di un aeriforme
qualsiasi) e dei corpi in essa immersi. Il problema fondamentale di questa
è quello della determinazione delle azioni dinamiche che l’aria esercita su un
corpo in essa in moto. La risoluzione di tali problemi
comporta generalmente la risoluzione di equazioni per
il calcolo di diverse proprietà dell'aria, come ad esempio velocità, pressione, densità e temperatura,
in funzione dello spazio e del tempo. Molto importante, per le
applicazioni tipiche dell'aerodinamica risulta la classificazione in base alle
velocità del flusso. In particolare, un problema di
aerodinamica viene detto: subsonico (tutte
le velocità risultano minori della velocità del suono), transonico (velocità
sia inferiori che superiori alla velocità del suono), supersonico (velocità asintotica è
superiore alla velocità del suono), ipersonico (velocità
del flusso molto maggiori della velocità del suono). Quando si parla di aerodinamica la
prima cosa a cui si pensa sono aerei o razzi, ma in realtà è qualcosa che ci è
più vicina di quanto sembri, infatti questa riguarda anche le auto, in
particolare quelle da corsa (https://youtu.be/S-xxVF6VpdY) o anche le biciclette.
Lo studio dell'aerodinamica, derivato
da quello dell'idrodinamica,
è risultato fin dalle origini molto complesso. Da una conoscenza puramente
empirica dell'aerodinamica si passa, conNewton,
alla prima impostazione razionale dei suoi problemi, eseguita con rigore
matematico, ma portante a risultati del tutto inattendibili per quel momento
storico. Successivamente si aggiunsero gli
studi di D'Alembert, Legendre e Saint-Venant
che portano a risultati paradossali e quindi si comincia ad affermare la
tecnica di affrontare i problemi dell'aerodinamica attraverso l'indagine
sperimentale, con la realizzazione ad esempio di gallerie
aerodinamiche. Sul finire del secolo scorso
numerosi scienziati, tra cui Lanchester, Kutta e Žukovskij si
dedicano allo studio dell'aerodinamica. Žukovskij pubblica nel 1905 la
fondamentale memoria sul fenomeno del vortice
portante che giustifica per via teorica la possibilità della
sostentazione aerodinamica. Dal relativo teorema, noto come
teorema di Kutta-Žukovskij, deriva la definizione dei profili alari secondo la
tecnica delle trasformazioni conformi, che permette di affrontare
quest'importantissima parte dell'aerodinamica in maniera rigorosa e
sistematica, sottraendola al precedente empirismo. Nel frattempo Prandtl aveva
reso nota la sua avanzatissima teoria sullo strato limite, che consente di
valutare gli effetti della viscosità dell'aria
confinandoli in un sottile strato che aderisce alla superficie del corpo
investito dalla corrente e che permette di superare le difficoltà di base
nell'impostazione per via teorica dei principali problemi
dell'aerodinamica. Quanto all'aerodinamica delle alte
velocità Mach ne
definì con rigore le basi di trattazione matematica.
Come funziona una galleria del vento La galleria del vento si basa sul principio di relatività galileiana il quale afferma che le azioni dinamiche esercitate su un corpo in moto traslatorio sono uguali a quelle prodotte su un corpo immobile, investito da una corrente d’aria alla stessa velocità. Il secondo principio, fondamentale per comprendere il funzionamento delle galleria del vento è quello della similitudine dinamica che afferma che i fenomeni che si manifestano su un corpo di determinate dimensioni sono uguali a quelli che compaiono su un altro in scala. In questo caso si ha il medesimo C r che rappresenta il coefficiente adimensionale di resistenza. Le gallerie del vento sono formate da grandi condotti di sezione svariata, dentro il quale scorre il flusso alle velocità e alla densità prescelta. Il flusso d’aria viene spostato grazie a grandi ventilatori di vaie dimensioni. Un effusore serve ad accelerare progressivamente il moto dell’aria in ingresso e ...
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